I luoghi depositari del culto di San Michele sono legati ai Longobardi che nel santo guerriero si
riconoscevano.
Pare che ad Azzano, ne riferisce Vincenzo Santini nei Commentarii, vi fosse un oratorio dedicato a San Pellegrino, con cui, evidentemente san Michele
coesiste senza che lo storiografo ne abbia notizia, oppure sbaglia in pieno. L'altare maggiore è datato 1721, l'acquasantiera è del XVI/XVII secolo, il che fa supporre che la costruzione
primitiva risalga al XVII, XVIII secolo. Nella cartella centrale del dossale, in marmo bianco, si legge la dedica a San MIchele.
Di certo la chiesa fu restaurata ed ampliata nel 1859, come riporta la lapide murata sopra il portale principale.
La facciata fu completata nel 1894, la cappella laterale nel 1910. Nello stesso anno la famiglia Henraux provvide la cappella laterale sinistra di
altare.
Fu la società Borrini Henraux a progettare, con altri imprenditori, il rilancio delle attività estrattive nel XIX secolo. Azzano da paese di pastori,
boscaioli, carbonai, mugnai e fabbri, si trasformò in paese di cavatori. Quanto alla chiesa, nell'interno ospita una cantoria sorretta da due colonne in ferro, mostra un bel pavimento di quadroni
di marmo bianco e bardiglio, accoglie oltre alla statua di Sn Michele, l'immagine della madonna del cavatore, la statua dell'Addolorata, a cui è dedicata l'iscrizione ." Mater dolorosa ora pro
nobis " nel timpano dell'architrave della cappella destra.
Al centro del paliotto il monogramma dorato di Maria ribadisce che qui si venera la Madonna. Non manca, infine, un bel coro in legno alle spalle
dell'altare dove la corale paesana ha dato e da' , fedele nell'impegno, innumerevoli prove e saggi della propria bravura, accompagnando i nostri momenti di gioia, di dolore, di festa, di
fede. (Anna Guidi)